“Magnifica Humanitas”: questo è il titolo dell’enciclica di Papa Leone XIV che ha dominato le classifiche dei bestseller per alcune settimane. Che l’opera abbia attirato un tale livello di interesse non è sorprendente: da un lato si tratta infatti del primo testo firmato dal nuovo pontefice; dall’altro, essa si concentra interamente su una delle tematiche più dibattute dei giorni nostri, ossia quella dell’intelligenza artificiale. Considerata questa combinazione di fattori, non mi sembra difficile capire come l’epistola papale sia riuscita a suscitare così tanta attenzione – forse troppa attenzione. Dal punto di vista di qualcuno che si occupa di IA, penso infatti che a questo intervento sia stato infatti attribuito un peso di gran lunga maggiore di quello che merita veramente: si tratta certamente di un’analisi competente, ed è chiaro che l’autore conosce e comprende l’argomento; tuttavia, nel suo insieme l’opera non riesce ad aggiungere niente di particolarmente innovativo alla discussione, limitandosi a riprendere temi e posizioni già ampiamente trattate dagli esperti del settore.
Ad attirare la mia attenzione è stata invece la brevissima sezione, non più di una ventina di righe in totale, dedicata dal papa al tema del transumanesimo: per chiarezza, non si tratta della prima volta che la Chiesa Cattolica ha espresso la propria opinione sull’argomento, e anche qui ho trovato poco di nuovo nel tono critico adottato da Leone XIV. Quello che mi ha stupito è invece il semplice fatto che il pontefice abbia deciso di menzionare questa scuola filosofica, e soprattutto in un testo così importante e diffuso come un’enciclica. Per quanto non del tutto sconosciuto, il transumanesimo non fa infatti esattamente parte della cultura mainstream. La persona comune potrebbe magari riconoscere il termine “transumano”, abbastanza comune nella fantascienza, ma saprà quasi sicuramente ben poco del “movimento transumanista”, ammesso e non concesso che sia a conoscenza della sua esistenza tanto per cominciare. Persino l’epistola papale, che pure tratta dell’argomento, gli dedica solo un singolo passaggio, peraltro condiviso con il postumanesimo, una corrente filosofica distinta ma spesso (ed erroneamente) associata al transumanesimo.
Questo articolo nasce dunque proprio con l’intenzione di affrontare tale problema, fornendo al lettore interessato una sorta di “introduzione al transumanesimo”, una breve analisi di questa affascinante scuola filosofica che ne illustri la natura, i fondamenti e le peculiarità, il tutto partendo da una semplice ma fondamentale domanda: cos’è il transumanesimo?
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