Immaginate di svegliarvi una bella mattina di Primavera, e di scoprire che state orribilmente male: chiaramente vi siete presi una qualche malattia, e l’unica cosa che potete fare è sentire un medico. A rispondere al telefono non è però una povera segretaria oberata di lavoro, ma un amichevole chatbot che vi pone qualche domanda sui vostri sintomi, suggerisce un paio di medicine che vi faranno stare meglio, e infine vi fissa un appuntamento in giornata. Quando arrivate in ambulatorio il dottore è già pronto a ricevervi, armato di una serie di note sul vostro stato di salute, un riassunto della vostra cartella clinica e alcuni suggerimenti diagnostici, tutto cortesia della sua IA-assistente: basta una breve visita per appurare che non si tratta di niente di grave ed elaborare un piano di cura. C’è però un problema: raccogliendo i dati clinici su di voi, il computer ha individuato una combinazione di fattori che vi mettono ad alto rischio di sviluppare malattie cardiache, e suggerisce quindi di effettuare una visita di controllo. Fortunatamente, il sistema ha anche già preparato una lista di specialisti che operano nei dintorni, e può aiutarvi a scegliere quello che vi sembra il più adatto e a prenotare un appuntamento nei prossimi giorni. A visita conclusa tornate quindi alla vostra macchina, quando improvvisamente vi suona il telefono: è una email che vi informa di come il programma abbia già provveduto ad aggiornare la vostra documentazione e allega la ricetta per una nuova medicina, sviluppata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, che dovrebbe risultare particolarmente efficace per la vostra malattia.
Questa breve storiella non vincerà certamente alcun premio letterario, ma riesce comunque ad illustrare abbastanza bene quanto l’IA possa essere utile e versatile in ambito sanitario: come si può vedere, essa può infatti essere sfruttata per potenziare la medicina telematica, gestire prenotazioni e appuntamenti, assistere il medico, effettuare diagnosi e previsioni, automatizzare procedure amministrative e persino per supportare la ricerca scientifica – e questi, vale la pena di ricordarlo, sono solo alcuni esempi di applicazioni possibili. In effetti, non sarebbe del tutto errato dire che la sanità sia uno dei maggiori beneficiari di questa nuova tecnologia, le cui capacità potrebbero rivelarsi di enorme importanza in numerosi ambiti e situazioni differenti.
Proprio per questo motivo può quindi valere la pena di andare ad approfondire l’argomento, analizzando, seppur brevemente, quali siano i principali usi dell’intelligenza artificiale in medicina: ciò ci permetterà di comprenderne meglio tanto i vantaggi quanto i pericoli, e ci aiuterà a farci un’idea più completa di come la diffusione degli algoritmi potrebbe influenzare il modo in cui ci approcciamo alla scienza della salute.
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