“Il linguaggio gioca un ruolo di fondamentale importanza all’interno della nostra società”. Questa è un’affermazione del tutto scontata, come dire (per prendere in prestito un’espressione inglese) che “l’acqua è bagnata” o “il papa è cattolico”. Semplicemente, è qualcosa di assurdamente ovvio, su cui non c’è alcun bisogno di interrogarsi o riflettere: in fondo, lo stesso fatto che io possa fare un’affermazione del genere dipende dall’esistenza del linguaggio e dall’uso che ne fa l’uomo! Più concretamente, non sarebbe certo un’esagerazione dire che, senza il linguaggio, l’essere umano come lo conosciamo non esisterebbe. Scienza, tecnologia, cultura – senza il linguaggio, nessuna di esse potrebbe esistere. La capacità di comunicare informazioni anche astratte o complesse, di trasmetterci a vicenda idee e concetti è infatti alla base dell’intero scibile umano, e potrebbe ben essere definita come il “sine qua non” dell’esistenza della civiltà.
Non sorprenderà quindi sapere che quello del linguaggio sia sempre stato un tema di grande interesse per chi si occupa di IA: sin dalle origini, uno dei principali obiettivi di questo campo di ricerca è infatti stato la creazione di un sistema capace di padroneggiare la nostra lingua. In effetti, per una buona parte della sua storia l’idea di un “computer parlante” è stata una sorta di Sacro Graal per gli esperti del settore, tanto ambito quanto irraggiungibile; in questi ultimi anni le cose sono però assai cambiate, al punto che i chatbot capaci di intrattenere conversazioni sensate sono ormai comunissimi. Eppure, anche il programma più potente ed avanzato è ancora ben lontano da ciò che desideravano i pionieri dell’intelligenza artificiale, nonostante la sua padronanza del linguaggio: la domanda che sorge spontanea è quindi “perché?” Per quale motivo il linguaggio è sempre stato percepito come un elemento così importante nello sviluppo dell’IA, e perché si è invece rivelato essere assai meno rilevante di quanto non si pensasse?
Si tratta di una questione molto interessante, a cui non è però possibile andare a rispondere senza esaminare la storia stessa dell’intelligenza artificiale e alcune delle sue più importanti personalità, tappe e concetti. In particolare, ci sono tre elementi chiave su cui dovremmo andare a concentrarci: il Test di Turing, l’esperimento mentale della Stanza Cinese, e infine lo sviluppo dei Large Language Models (LLMs).
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