Oltre l'uomo

Intelligenza artificiale, nuove tecnologie, attualità e riflessioni filosofiche.

  • Alcuni giorni fa “Il Foglio” ha pubblicato un articolo dal titolo piuttosto interessante: “Come rendere la filosofia a prova di AI? Basta abolire la tesi di laurea”, di Antonio Gurrado. Come si può evincere dalla scelta del nome, l’autore di questo testo propone di modificare il curriculum della laurea in filosofia, sostituendo la tradizionale tesi con una prova finale alternativa, meno vulnerabile agli abusi dell’intelligenza artificiale generativa, che permetterebbe ad uno studente disonesto di produrre l’elaborato senza alcun impegno.

    L’argomento, di per sé, non è privo di fondamenti: ci sono numerosi esempi che potrei fare per mostrare come la GAI (generative AI) possa essere utilizzata in modo disonesto in ambito scolastico o lavorativo, e le difficoltà nell’identificare se un contenuto sia “vero” o artificiale dovrebbero ormai essere ben note anche al grande pubblico grazie ai numerosi deepfake che si sono diffusi negli ultimi anni. Che l’intelligenza artificiale possa essere utilizzata per realizzare le tesi di laurea è quindi assolutamente possibile, se non addirittura probabile. Detto ciò, quella proposta da Gurrado mi sembra una soluzione non solo piuttosto estrema, ma anche molto meno efficace di quanto egli sembri pensare. Andiamo dunque a vedere perché.

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  • In questi ultimi anni il concetto di “intelligenza artificiale” è salito alla ribalta, passando da un tema tutto sommato di nicchia, di cui si occupavano prevalentemente esperti del settore e ricercatori, ad uno degli argomenti più discussi ed importanti dei giorni nostri. Si tratta di un’esplosione di interesse assolutamente stravolgente, tanto improvvisa quanto inaspettata, e resa ancora più incredibile dal fatto che essa è dovuta ad un singolo, semplice evento: il lancio di ChatGPT. Spiegare cosa sia quest’ultima non mi sembra necessario: secondo un articolo del Sole 24 Ore di qualche mese fa, in Italia il chatbot è usato da quasi 9 milioni di persone ogni mese, e questo senza neanche contare gli utenti occasionali, per non parlare poi di tutti coloro che ne hanno sentito parlare al TG o sui giornali. Quello che vorrei invece evidenziare è che ChatGPT è stato solo il primo e più popolare di una nuova tipologia di sistemi: le IA generative (o GAI, generative AI).

    Come si può capire dal nome, le IA generative sono programmi capaci, per l’appunto, di generare contenuti di vario tipo: non solo testi scritti, come fa ChatGPT, ma anche immagini, audio e video. Non è difficile immaginare come strumenti del genere siano riusciti a catturare e mantenere l’attenzione del pubblico: che sia per scopi lavorativi o personali, per svolgere attività complesse o semplicemente come supporto, l’intelligenza artificiale ha un’ampia varietà di possibili usi e applicazioni, rivelandosi di grande utilità (e di grande interesse) per moltissimi utenti. I risvolti dell’introduzione dell’IA generativa non sono però del tutto positivi: come ogni altra nuova tecnologia, essa porta con sé anche nuovi problemi e complicazioni. Tra questi, ce ne sono tre che trovo essere particolarmente meritevoli di attenzione, anche se per motivi diversi: l’origine dei materiali usati per addestrare i programmi, i deepfake, e la cosiddetta “AI slop”.

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  • Qualche giorno fa mi è capitato di vedere una notizia piuttosto interessante: la Warner Bros, famosa casa cinematografica, ha deciso da fare causa a Midjourney, sistema di IA generativa con oltre 19 milioni di utenti. L’accusa è duplice: da un lato la Midjourney, Inc (sviluppatrice e proprietaria dell’omonimo sistema) avrebbe fatto uso di contenuti protetti da copyright per addestrare il suo programma; dall’altro, l’intelligenza artificiale stessa si sarebbe rivelata in grado di creare nuove immagini contenenti personaggi appartenenti alla Warner Bros, violandone quindi la proprietà intellettuale. Una breve indagine ha inoltre rivelato come la Disney e la Universal Pictures abbiano intentato delle cause simili solo pochi mesi fa.

    Ho trovato l’intera cosa piuttosto sorprendente, anche se forse non per i motivi che ci si potrebbe aspettare. Le accuse avanzate dalle tre case cinematografiche in questione sono infatti assolutamente corrette: Midjourney, come tutti i sistemi di GAI (Generative AI), è addestrato sulla base di enormi dataset, che includeranno sicuramente contenuti coperti da copyright, e bastano pochi secondi di ricerca su Google per trovare un’ampia varietà di immagini realizzate dall’IA in cui sono presenti i personaggi della Warner Bros. Anzi, a dirla tutta questa non è nemmeno la prima volta che tali argomenti vengono utilizzati da chi si oppone all’IA: il dibattito sul tema va già avanti da un paio di anni. Quello che mi lascia invece perplesso è il fatto che, per quanto teoricamente valida, questa causa poggia in realtà su delle basi piuttosto fragili, in quanto non tiene conto di una serie di elementi rilevanti che ne vanno a minare la solidità.

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  • 30 Novembre, 2022: OpenAI rilascia al pubblico un sistema di chatbot conosciuto chiamato “ChatGPT”. È l’inizio di un’era, l’era dell’intelligenza artificiale. Nel giro di soli 3 anni l’IA è diventata uno strumento di uso comune, un termine conosciuto da tutti e, soprattutto, un argomento di ampio dibattito.

    Mentre però gli utenti discutono di AI veganism e di diritti d’autore, gli esperti e le autorità si sono concentrati su un tema di particolare importanza: quali pericoli comporta l’intelligenza artificiale per la nostra società?

    L’articolo qui allegato punta ad esaminare proprio questo tema, evidenziando alcuni dei principali rischi coinvolti nell’uso di tale tecnologia ed esaminando come possano essere affrontati, e quanto siano effettivamente gravi.

  • Transumanesimo e postumanesimo. Due termini che saranno probabilmente assai poco familiari al lettore medio, e che però rappresentano due delle correnti filosofiche più interessanti dell’epoca contemporanea.

    Entrambe le scuole di pensiero si prefiggono infatti l’incredibile compito di andare “oltre l’uomo” e di creare così un nuovo essere, il “postumano”. Ma cosa vuol dire ciò esattamente?

    In questo articolo, pubblicato sul giornale di filosofia online “Argumenta”, ho cercato di esplorare proprio tale tema, esaminando e comparando queste due correnti filosofiche al tempo stesso così simili e così differenti.

    Qui il link: https://www.argumenta.org/article/the-surprising-convergence-of-transhumanism-and-posthumanism/

  • Benvenuti a “Oltre l’uomo”, un blog dedicato a trattare temi di attualità come nuove tecnologie, eventi recenti e riflessioni filosofiche sulla società moderna.

    Gli articoli qui pubblicati si concentreranno sui seguenti argomenti:

    • Intelligenza artificiale, le sue applicazioni e la sua influenza sulla nostra società e sui sistemi economico e legale;
    • Considerazioni su eventi contemporanei di particolare interesse, e su cosa potrebbero significare per noi;
    • Riflessioni su temi di più ampio respiro, come la democrazia, il nostro rapporto con gli animali o la natura dell’arte;
    • Analisi sulla cultura popolare e moderna, su cosa la caratterizza e su come differisce da quella dei nostri padri.